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ottobre 27, 2015 - Esh gallery

A Esh Gallery, Transience: opere di Akio Niisato

Con la #mostra Transience: opere di Akio Niisato, che inaugurerà giovedì 29 ottobre presso #eshgallery, spazio dedicato all’arte e al #design, si vuole indagare il contrasto tra #arte e funzione negli oggetti contemporanei affrontando il tema della transitorietà. In #mostra una serie di “vasi luminescenti” considerati firma dell’artista, costituiti da una struttura a micro fori, incisi uno ad uno e poi ricoperti da uno strato di vetrina, che li riempie, lasciando allo stesso tempo un effetto lucido e un gioco di chiaroscuri e trasparenze che caratterizzano le sue opere: un vero e proprio pattern che attraversa tutto l’oggetto e ne aumenta la fragilità e l’eleganza. In questa serie Akio Niisato esplora sia i confini e le limitazioni della forma, che la bellezza e l’espressione della stessa, grazie anche all’utilizzo della luce, che passando attraverso crea una luminescenza che li rende così particolari. Saranno giustapposti anche altri pezzi, appartenenti alla serie “colorata” e caratterizzati dalla continua presenza di aperture, create attraverso uno sfioramento dell’oggetto, ma questa volta non riempiti da alcuna vetrina. I vasi di questa serie rafforzano la loro presenza nella forma, ma risultano indeboliti dai numerosi fori sul corpo. Entrambe le serie sono attraversate dal concetto di “transitorietà” -transience, appunto – dell’esistenza; Akio Niisato approfondisce lo studio e il confine tra queste due sollecitazioni. Nel suo lavoro l’artista è influenzato da diverse istanze: le creazioni della dinastia cinese Song da una parte, con l’interesse per la perfezione della forma, in cui le ceramiche erano considerate più come stato symbol che come oggetti d’uso e i ceramisti del Giappone degli anni ‘80 e ‘90 dall’altra parte con la loro ricerca di espressione della bellezza con l’aderenza alla purezza delle forme. Altre fonti diispirazione sono la musica di Ikeda Ryoji and Merzbow, gli scritti di Georges Bataille e le opere di Yves Klein and Kazmir Malevich: rappresentazioni di caos e di vuoto che possiamo definire estreme; come l’artista stesso rivela: “dall’approccio di ogni estremità, anche mettendo in evidenza ciò che è più nascosto, ho scoperto la mia fascinazione per l’arte che percorre questo cammino”.

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