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settembre 14, 2016 - Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Si scrive Rachmaninov, si legge Rach 3

È di nuovo tempo di Rach 3! A tre annidall’ultima esecuzione con laVerdi, allora affidata al talento del giovane milanese Luca Buratto, torna all’Auditorium di Milano il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 di Sergej Rachmaninov, titolo principale del 28° programma della Stagione sinfonica, interamente dedicato al compositore russo naturalizzato americano. Questa volta sarà la star internazionale Lilya Zilberstein a interpretare quello che - dopo lo straordinario successo del film Shine, diretto nel 1996 da Scott Hicks - è diventato universalmente conosciuto e riconosciuto dal grande pubblico semplicemente come Rach 3. La fuoriclasse pianista moscovita di passaporto tedesco, graditissima ospite de laVerdi a due anni dall’ultima performance in Auditorium, sarà accompagnata dall’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, per l’occasione diretta dal russo di San Pietroburgo Stanislav Kochanovsky, alla sua seconda direzione stagionale in largo Mahler. Triplo appuntamento giovedì 29 (ore 20.30), venerdì 30 settembre (ore 20.00) e domenica 2 ottobre (ore 16.00), all’Auditorium di Milano, con la locandina completata, nella seconda parte, dalla Sinfonia n. 1.

Venerdì 30 settembre, sempre in Auditorium (ore 18.00, ingresso libero, Foyer del balconata), si terrà la tradizionale conferenza di introduzione al programma, in collaborazione con Associazione Italia Russia, dal titolo: Un fiasco e un trionfo diRachmaninov, relatore Fausto Malcovati. La Prima Sinfonia fu nel 1895 un solenne fiasco: era il debutto di #rachmaninov come compositore e per lungo tempo non riuscì a superare lo shock. Ma quindici anni dopo il Terzo #concerto fu un assoluto trionfo: a New York venne diretto da Gustav Malher e diede a #rachmaninov fama imperitura.


Programma

Nel 1996 il successo mondiale del film Shine decretò una improvvisa quanto contagiosa popolarità del Terzo #concerto di #rachmaninov. Una moda, come dimostrò l’ingresso nel gergo giovanile della locuzione “Rach 3”.  In realtà, la mediazione del cinema permise di rivalutare una composizione certamente appassionante quanto sottostimata. Il Terzo infatti è considerato il più classico fra i concerti del compositore di origine russa, quello che meglio equilibra il solista e l’orchestra, più esalta il pianoforte, nonché compiutamente rivela le sue radici popolari russe.

La Sinfonia n. 1 segnò nel 1897 l’esordio di #rachmaninov nella composizione; la prima esecuzione a San Pietroburgo fu però sommersa da fischi tali che lo costrinsero ad abbandonare la sala prima della fine del #concerto. Per due anni smise di scrivere e subì una grave crisi depressiva. La ragione più probabile dell’insuccesso fu che pubblico e critica non poterono capire e apprezzare le novità che l'opera presentava. Divisa nei quattro movimenti canonici, la Sinfonia mostra una forte coesione e il sapiente uso della tavolozza orchestrale, caratteristici di un compositore perfettamente padrone dei propri mezzi, assolutamente a suo agio nell'utilizzare una forma ampia e complessa come la sinfonia.

Scritta in Re minore - tonalità “drammatica” per eccellenza - la Sinfonia affida spesso agli archi la funzione di accompagnamento mentre i fiati, oboi e clarinetti su tutti hanno il compito di fissare nella mente le melodie che percorrono l’opera, autentiche “ondate” di suono. L’esotismo di alcune di esse ricorda all’ascoltatore le atmosfere musicali create da altri grandi dell'Est europeo come Rimskij-Korsakov di Shéhérazade, Dvorák del Nuovo mondo, Smetana di Má vlast, infine i temi tzigani che a #rachmaninov avevano ispirato un celebre Capriccio.


Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare

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