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novembre 08, 2016 - Musei in Comune Roma

Presentazione del volume GARIBALDI A PISA di Cristina Cagianelli - Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

“Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba...”. Sono le celeberrime strofe di una fortunata canzone popolare ottocentesca ad aver fissato nella memoria collettiva di intere generazioni le conseguenze del drammatico scontro di Aspromonte che vide il generale Giuseppe Garibaldi fermato, a due anni di distanza dalla vittoriosa spedizione dei Mille, nella sua marcia verso Roma dai soldati del regio esercito italiano. Era il 29 agosto del 1862 e  tra i boschi delle alture aspromontane si consumò un drammatico confronto tra le truppe regolari del neonato Regno d’Italia e i volontari garibaldini che, al seguito del generale, anelavano a conquistare una volta per tutte Roma, liberandola dal potere temporale del papato ed annettendola alla nuova Italia: scontro fratricida che si risolse, com’è noto, con il fatale colpo d’arma da fuoco che raggiunse il generale alla base dell’arto destro.

Questi in sintesi i fatti, ma pochi, pochissimi, sanno cosa accadde, nei mesi successivi allo scontro, all’indomito generale: il trasferimento presso la prigione di massima sicurezza del forte del Varignano (La Spezia) dove ricevette le prime cure, la scarcerazione il 6 ottobre per effetto dell’amnistia seguita alle nozze della figlia di Vittorio Emanuele II, Maria Pia, con il re del Portogallo, e il successivo, risolutivo trasferimento a #pisa dove il generale approdò ancora gravemente sofferente per la ferita al piede l’8 novembre di quell’anno.

 Sul soggiorno del generale nella città toscana getta ora nuova luce il volume di Cristina Cagianelli, Garibaldi a #pisa. Dall’Albergo delle Tre Donzelle alla foce dell’Arno, che ripercorre fatti, luoghi e personaggi legati al soggiorno in città dell’eroe dei due mondi, ricostruendo la tormentata vicenda medica della sua celebre ferita che divenne un vero e proprio caso di studio per gli illustri luminari, anche stranieri, che vi si ebbero a confrontare. 

Sebbene il trasferimento nella città toscana fosse stato consigliato per motivi essenzialmente climatici, è a #pisa infatti che l’acceso dibattito sorto attorno alla ferita del generale, se cioè la pallottola fosse o meno rimasta intrappolata nel piede con conseguente, concreto  rischio d’amputazione dell’arto, si poté finalmente concludere con la decisione di intervenire chirurgicamente sul malleolo devastato: Pisa vantava infatti un ruolo importante nel panorama medico-scientifico europeo e fu in città che il generale fu liberato infine dalla presenza infetta del proiettile che metteva a rischio la sua stessa vita. L’uso della “sonda di Nélaton” (strumento innovativo messo a punto dal medico personale di Napoleone III) - uno dei primissimi esempi nella storia della medicina di esame diagnostico strumentale - consentì infatti non solo di avere certezza della presenza del proiettile tra i tessuti ma anche di stabilire la sua esatta localizzazione, garantendo così il successo dell’operazione. L’intervento venne effettuato in un ampio edificio tuttora esistente posto sul lungarno in corrispondenza dello Scalo del Carbone, noto all’epoca come Albergo delle Tre Donzelle, che ospitò l’eroe dei due mondi durante l’intero soggiorno pisano.

Oltre a ricostruire la storia del palazzo e delle vicende mediche legate al suo illustre ospite, il volume ripercorre luoghi, monumenti, lapidi, oggetti ed opere d'arte che a #pisa si legano alla memoria dell'eroe dei due mondi sullo sfondo della sfortunata spedizione che, a due anni dall’impresa dei Mille, partì nuovamente da Marsala al celebre grido di “O Roma, o morte!”.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Oltre all’autrice, che rievocherà “Roma, il sogno di Garibaldi”, all’incontro interverranno Annita Garibaldi Jallet, presidente dell’Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini (ANVRG), che tratteggerà brevemente “I fatti d’Aspromonte” e Rossella Fioretti, ricercatrice di storia del Risorgimento, che approfondirà i temi medici “Intorno alla celebre ferita”. 

Introduce e modera Mara Minasi, responsabile del museo.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare

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