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art&culture
aprile 06, 2017

UNA PERSONALE DI VINCENZO AGNETTI INAUGURA IL NUOVO SPAZIO ESPOSITIVO DELLA OSART GALLERY DI MILANO

Nella nuova sede di Corso Plebisciti 12, l’esposizione, dal titolo Oltre il Linguaggio, si focalizza esclusivamente sulla produzione fotografica di Agnetti.


Osart Gallery di #milano rafforza la sua decennale presenza nel panorama artistico della città con l’apertura di un nuovo spazio espositivo in Corso Plebisciti 12.

Sarà #vincenzoagnetti (1926-1981), uno dei più importanti e interessanti autori italiani del Novecento a inaugurare la nuova galleria con una personale dal titolo Oltre il Linguaggio.

La mostra, in programma dal 24 marzo al 27 maggio 2017, organizzata in collaborazione con l’Archivio #vincenzoagnetti di #milano, si focalizza sulla produzione fotografica di Agnetti, con una selezione di 17 lavori realizzati tra il 1973 e il 1976 che rappresentano al meglio la sua ricerca concettuale.

Oltre il linguaggio si sofferma sulla portata delle operAzioni concettuali che Agnetti mette in atto nel corso della sua breve ma incisiva poetica espressiva, come in Progetto per un Amleto Politico (1973) o come in Discorso n°5 (1974) che, come affermava lo stesso Agnetti “costituiscono gli ingranaggi di un dispositivo innescato per destituire di significato i segni stessi utilizzati”. Insieme a Frammento di Tavola di Dario (1973) questi lavori sono tutti riconducibili al meccanismo di traduzione, azzeramento e riduzione.

Infatti, il linguaggio per Agnetti è ambiguo per natura; per questo motivo, è necessario tradurlo e ridurlo in numeri. Il risultato finale è quindi un azzeramento dei concetti a favore di una costruzione di una lingua universale dotata di specifica intonazione che trova supporto fonologico nel numero.

Il linguaggio torna al centro delle attenzioni di Agnetti nella versione su carta della celebre Autotelefonata (1974) dove “minifototessere” lo ritraggono nell’atto di telefonare a se stesso.

Alla pratica di traduzione e riduzione, riscontrabile anche nell’opera-performance In allegato vi trasmetto un audiotape della durata di 30 minuti (1973) si aggiunge l’operazione che l’artista definisce di ‘teatro statico’, che ha in Elisabetta d’Inghilterra (1976) il suo vertice espressivo più rappresentativo. 

In un suggestivo dialogo tra passato e futuro, Identikit (1973) e l’Età media di A. (1973-74) indagano il tema del ritratto nel suo declinarsi in rapporto al tempo.

Se da un lato, Età media di A, attraverso l’utilizzo di immagini tratte da un’esistenza vissuta e un complesso sistema di calcolo, ricostruisce l’età e la giusta collocazione temporale di Angela Gallmann, dall’altro, Identikit delinea, per deduzione, i tratti fisici e culturali di X2, un’ipotetica persona che vivrà nel 2073.

La spettacolare installazione Progetto Panteistico (1973) va a toccare un altro tema tanto caro ad Agnetti, quello della natura. Come si può riscontrare anche dal titolo, in questa sequenza fotografica si osserva come da un segno grafico, lentamente, si costruisca la forma della foglia, cui si accompagna un testo che fa riflettere sull’universalità del rapporto tra uomo e natura.

In Tutta la Storia dell’arte, (1973) Agnetti sintetizza in maniera provocatoria la sua visione dell’arte attraverso l’utilizzo di tre immagini, due canoniche che fanno riferimento al periodo arcaico e classico e una spiazzante che rappresenta la contemporaneità.

Un’analisi delle opere fotografiche di #vincenzoagnetti non può che concludersi con una riflessione sul rapporto tra mezzo e messaggio. In Free – hand photograph (1974) l’artista utilizza la strategia del procedimento interrotto e realizza una #fotografia paradossale che prescinde dal mezzo-macchina fotografica e dall’oggetto esterno da fotografare. Tramite tale operazione “sovversiva” nasce la #fotografia eseguita a mano libera.


Accompagna la mostra un catalogo bilingue (italiano, inglese) Digital Project, con testi critici di Daniela Palazzoli e Bruno Corà.


Vincenzo Agnetti. Note biografiche

Dopo essersi diplomato all’Accademia di Brera e aver frequentato il Piccolo Teatro di #milano, dalla fine degli anni Cinquanta si avvicina alla pittura informale nonché alla poesia, per poi intraprendere una collaborazione con il gruppo milanese Azimuth, seguita dall’autonoma formulazione del rifiuto di dipingere attraverso il cosiddetto “liquidazionismo” o “arte no”.

Dalla seconda metà degli anni Sessanta, mediante l’uso di diversi media (feltro, bachelite, #fotografia, testi a stampa, registrazioni vocali e performances) Agnetti formula gli assiomi, in apparenza ossimorici, di un’analisi dell’atto stesso del fare artistico anticipatrice di alcune delle di poco successive ricerche internazionali.

Assioma (luce come ultimo punto dell’oscurità) (1971), Assioma 4. In principio era la negazione in attesa dello stupore (1971), Il sistema usa gli oggetti come veicolo e le idee come combustibile (1972), Dati due o più istanti lavoro vi sarà sempre una durata-lavoro contenente gli istanti dati (1973), sono soltanto alcune delle asserzioni postulate dall’artista per teorizzare una crisi del linguaggio (1972) dove Chi entra esce (1970/1971) e Chi esce entra (1970/1971); ovvero dove le consuete antinomie tra due elementi o concetti opposti trovano risoluzione in un’unità paradossale ma rigorosa, e soprattutto capace di evidenziare le estensioni così come le contraddizioni intrinseche all’espressione linguistica. 

Dalla seconda metà degli anni Settanta, questo innescare una molteplicità interpretativa mediante associazioni apparentemente prive di senso, condurrà Agnetti ad intraprendere un procedimento analitico sulla #fotografia, dove l’intervento grafico, la manipolazione combinatoria e l’aggiunta di un vissuto biografico-culturale trasformeranno gli scatti anonimi, costituenti la serie Dopo le grandi manovre, in veicoli di memorie personali, di pulsioni mentali e di afflati poetici.


VINCENZO AGNETTI. Oltre il linguaggio

Milano, #osartgallery (corso Plebisciti 12)

24 marzo - 27 maggio 2017


Orari: da martedì a sabato, 10.00 - 13.00; 14.30 - 19.00


Ingresso libero

Informazioni: T. 02.5513826;  HYPERLINK "mailto:info@osartgallery.com" info@osartgallery.com;  HYPERLINK "http://www.osartgallery.com" www.osartgallery.com

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