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dicembre 29, 2015 - P.M.F

Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi: in mostra la “fucina” di Barocci

Si intitola “Federico Barocci disegnatore. La fucina delle immagini” la #mostra che si apre domani nella sala Edoardo Detti del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, al Piano Nobile del complesso Vasariano. Curata da Roberta Aliventi, e con il coordinamento scientifico di Marzia Faietti, l’esposizione costituisce uno dei periodici appuntamenti scientifici promossi all’interno del Progetto Euploos, nato nel 2006 dalla collaborazione tra il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, il Kunsthistorisches Institut in Florenz Max-Planck-Institut e la Scuola Normale Superiore di Pisa.
All’origine dell’esposizione – che proseguirà fino al 3 aprile 2016 ed è visitabile dal martedì alla domenica dalle 8.15 alle 18, con ingresso già compreso nel prezzo del biglietto della Galleria degli Uffizi – c’è la ricerca pluriennale condotta da Roberta Aliventi sul vasto e articolato nucleo grafico di #federicobarocci (Urbino, 1533/1535 - 1612) conservato nelle collezioni degli Uffizi.
Il percorso espositivo, che contempla 38 disegni, intende visualizzare le dinamiche e comprendere i significati del processo creativo dell’artista urbinate. Il metodo preparatorio di Barocci si caratterizza per una profonda complessità e laboriosità, all’interno del quale si ritrova un uso magistrale di un’ampia gamma di tecniche disegnative, spesso usate sperimentalmente come nel caso del pastello. L’attenzione si focalizza su aspetti peculiari, come le variegate modalità di costruzione della figura e dei singoli dettagli, con particolare attenzione alla prassi della reiterazione variata che risponde pienamente a esigenze sia pratiche, sia mentali. Muovendo da una prima elaborazione grafica, Barocci sottopone infatti le proprie invenzioni a una costante indagine conoscitiva al fine di sperimentare ogni possibile soluzione formale.
In #mostra, oltre a esempi che rivelano le modalità costruttive delle singole figure, è possibile ammirare anche alcuni studi compositivi finalizzati all’analisi di scene più articolate: dai primi schizzi ai modelli prossimi alla versione pittorica.
L’esposizione instaura inoltre uno stimolante dialogo con la #mostra “Raffaello Parmigianino Barocci. Metafore dello sguardo” (in corso ai Musei Capitolini di Roma fino al 10 gennaio 2016) realizzata in collaborazione con il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e con la curatela di Marzia Faietti. In quella sede peraltro l’attenzione sui processi di assimilazione e differenziazione cui Barocci sottopone i suoi molteplici modelli è indagata alla luce del confronto emulativo con Raffaello.
Oltre a ciò, da considerare l’esposizione dell’opera Noli me tangere di #federicobarocci all’Hermitage di San Pietroburgo, in Russia, appena inaugurata dal Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, alla presenza del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini.

DIDASCALIE

FOTO 1
Due studi di figura, una nuda e l’altra vestita con putto fra le braccia (per la “Madonna del Popolo”,
Firenze, Galleria degli Uffizi); studi di panneggi
1575-1579
Pietra nera, pietra rossa, gessetto bianco, parziale quadrettatura a pietra nera, tracce di ricalco,
carta cerulea virata.

FOTO 2
Figura maschile nuda che suona la ghironda, studi del busto, della testa e delle mani (per la “Madonna
del Popolo”, #firenze, Galleria degli Uffizi)
1575-1579
Pietra nera, pastello rosa, biacca (carbonato basico di piombo), pietra rossa, quadrettatura a pietra
nera, tracce di stilo, carta cerulea.

FOTO 3
Angeli in volo e studi di panneggio
Pietra nera, pietra rossa, doppia quadrettatura una a pietra rossa e l’altra a pietra nera, carta.

FOTO 4
Tre studi di figura sorretta da un’altra e schizzo di figura (per il “Compianto”, Bologna, Palazzo
D’Accursio)
Post 1600
Pietra nera, pietra rossa, carta.

FOTO 5
Testa d’uomo (per la “Chiamata di sant’Andrea” Bruxelles, Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique)
1580-1583
Carboncino, pietra rossa, pastello rosa, gessetto bianco, carta.

FOTO 6
Studio compositivo (per la “Circoncisione di Cristo”, Paris, musée du Louvre)
Ante 1590
Penna e inchiostro, pennello e inchiostro diluito, biacca (carbonato basico di piombo) parzialmente ossidata, pietra nera, doppia quadrettatura a pietra nera, tracce di stilo, carta cerulea virata.

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