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dicembre 04, 2018 - Fam Gallery

Mostre: tra ossidi e memorie, il "Codice degli Orizzonti" di Franco Fasulo alla FAM Gallery di Agrigento

Tra slanci lirici e specifiche modulazioni d'un che di epico, alla FAM Gallery di Agrigento, dall'8 dicembre e fino al 13 gennaio, è in #mostra Franco Fasulo con Codici degli orizzon, vibrante costellazione di piccoli olii e pastelli a cura di Giuseppe Frazzeo. La #mostra, accompagnata da un catalogo con scri di Frazzeo e di Dario Orphée La Mendola, sarà inaugurata sabato 8 dicembre alle ore 18.

Spiega Giuseppe Frazzeo: "I pastelli e gli olii recen di #francofasulo partecipano dell'idea di "contemplazione'. [...] L'impulso lirico si concentra su memorie di viaggi, di frammen intravis, di ossidi e incrostazioni persi e ritrova in chissà quali orizzon. L'ossido è tempo, rigurgito del tempo del mare sulla fiancata della nave, così simile alla muraille de peinture di cui spesso s'è parlato in riferimento all'astrasmo espressivo. L'ossido è l'inconscio? Di certo l'immagine costruita 'sorge' dal "rumore di fondo" della vita, il 'rumore' penetra sconvolge dà forma distrugge ed è eterno ed effimero come l'inconscio. In questo senso si dà dell'epica, in questa piura: Fasulo intende mostrarci qualcosa che ci riguarda tu, almeno per istan e bagliori, nella complessità del tempo, nei momen e nelle durate, nei diecimila input, nell'essere distra e nel farsi assor".

Intenti che l'arsta – secondo posto al Premio #arte Mondadori 2002 e ospite nel 2014 a Roissy (Parigi), nella sede centrale di Air France - annuncia già fra le brevi note del suo sito: "Cerco nelle murate ossidate delle navi, nel ristreo perimetro delle lamiere di fasciame combuste al sole e consunte dalla navigazione, il codice piorico che sveli e che narri nella sua mai compiuta grandezza tua l'epica degli orizzon da traversare, tuo l'epos del nostro animo". Proprio il tema dell'ossidazione – dei metalli, del legno, degli scafi delle navi: metafore materiche del tempo, del suo scorrere irrefrenabile – è uno dei temi ricorren della poeca di Fasulo, il suo "codice narravo": un esplicitarsi del tempo e degli orizzon in connuo divenire. L'estremo, lirico ed epico, tentavo di fermare - dandole forma – la memoria delle cose, degli incontri, degli istanti perduti.

Lo sottolinea Dario Orphée La Mendola: "Non è la bellezza il soggeo delle riflessioni di Fasulo, bensì il rispeo della memoria. La piccola dimensione delle opere esprime una concentrazione di significato: come i pochi versi di una poesia, il bacio di una donna mai più vista, la carezza di chi abbiamo amato, i secondi che scorrono. Nella concentrazione, ovviamente, l'intensità è maggiore; e maggiore è anche la difficoltà di leura e di assorbimento dei contenu, molteplici in ogni singolo trao. (...) I pastelli di #francofasulo, dunque, sono umori rarefa; e la scelta di essi è una coerenza narrava. Come se il piore affermasse che l'unico modo per riassumere il divenire, e arrestarlo, sia dipingere l'anima del divenire stesso". Paolo Minacori, direore arsco della #famgallery, scrive: "Credo che i dipin di Fasulo trascendano l'apparenza dell'hic et nunc e collochino chi li osserva in uno spazio virtuale, in cui predominano l'influsso e la sovrabbondanza di linee, colori, spazi, nonché della talità della luce e della pietra. Ogni dipinto è un invito alla narrazione e poiché questo richiede un coinvolgimento, causa una resistenza a lasciare che l'osservatore se ne distacchi, creando una tensione costante che isola momentaneamente da ogni cosa". La #mostra "Codici degli Orizzon" di #francofasulo è visitabile alla #famgallery, via Atenea 21, dal martedì alla domenica, dalle 17 alle 20. Chiuso il lunedì. 

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare