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art&culture
luglio 27, 2020 - Franco Maria Ricci

Il labirinto scritto di Franco Maria Ricci: Le figlie di Gailani e mia madre di Rosita Copioli

All’uomo che voleva conoscere sé stesso gli antichi oracoli per prima cosa insegnavano a togliere dalla mente il superfluo, perché solo in questo modo la realtà delle cose sarebbe diventata visibile. I labirinti ci facilitano il compito, perché, una volta entrati, dobbiamo dimenticare tutto per non perdere di vista quell’unico sassolino che potrebbe rivelarci la giusta via da intraprendere.

Rosita Copioli si affaccia nel labirinto scritto di #francomariaricci con un racconto in versi, forma di narrazione piuttosto inconsueta nel panorama editoriale corrente. Definita da Pietro Citati “la più intensa e ricca poetessa italiana di oggi”, Rosita Copioli con Le figlie di Gailani e mia madreentra in risonanza con lo spirito che anima la collana Illabirinto scrittocreando un microcosmo lirico dove il ritmo diventa struttura e anche il più piccolo particolare, la perfezione di una violetta in fiore, un ricciolo irripetibile di un’onda, il ritratto perduto di tre sorelle, indica la strada verso un universo colmo di suggestioni.

Nata a Riccione e laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Bologna con una tesi in Estetica sull’Idea di paesaggio in Leopardi, autrice di opere in prosa e poesia, saggi, drammi, e testi storici, Rosita Copioli ha creato un’opera vorticosa e coinvolgente che, al tempo della Seconda Guerra Mondiale, fa incontrare la madre della poetessa e le figlie di Rashid Ali Gailani, primo ministro dell’Iraq alleato di Hitler. Una vecchia fotografia in un cassetto, un campo di concentramento a Riccione con tre ragazze prigioniere, il collegio Marymount costruito sopra le catacombe della Nomentana sono gli indizi stuzzicanti che portano il lettore alla scoperta di un sorprendente poema moderno. Una pagina dopo l’altra l’espressività dell’Autrice attraversa inesauribile il tempo e lo spazio per riportare alla vita ciò che è rimasto sospeso per troppi anni, ora finalmente salvato dal destino di dissolversi in nulla più che ombra. Passato e presente si alternano in un caleidoscopio abbagliante e, illuminata, l’oscurità fa tornare visibile l’invisibile. Così comincia la battaglia per riconquistare quella memoria che Rosita Copioli definisce “il bianco che nessuna tenebra uccide”. 

Rosita Copioli Le figlie di Gailani e mia madre

Collana: Il #labirintoscritto - #francomariaricci Editore

136 pagine, formato 12 x 23 cm

Prezzo: 30 € (tiratura limitata a 500 copie)

Distribuzione: presso il bookshop del Labirintoe online 

Rosita Copioli – Bibliografia di poesia:

Splendida lumina solis (premio Viareggio 1979, opera prima); per Guanda: Furore delle rose, 1989), Elena (1996); per Mondadori: Il postino fedele (2008), Le acque della mente (2016).