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art&culture
maggio 05, 2021 - Palazzo Bentivoglio

Chiara Camoni | Ipogea | A cura di Antonio Grulli | Palazzo Bentivoglio Via del Borgo di San Pietro 1, Bologna | Sabato 8 e domenica 9 maggio 2021

Ipogea è il titolo dell’installazione realizzata da Chiara Camoni (Piacenza, 1974) nei  sotterranei di #palazzobentivoglio.

Si tratta di un’unica grande opera di natura ambientale, sviluppata in cinque stanze  comunicanti con gli spazi espositivi, e sarà permanente.

Parte del Main Program di #artcitybologna 2021, programma istituzionale di mostre e iniziative speciali promosso dal Comune di #bologna nell'ambito di #bologna Estate, l’opera sarà visibile solo su prenotazione sabato 8 e domenica 9 maggio 2021 dalle 10 alle 14 (ultimo ingresso: 13.30). Le prenotazioni si potranno effettuare a partire dal 2 maggio: info@palazzobentivoglio.org | T. 370 1249962 – fino a esaurimento posti.

Ipogea è stato pensato dall’artista non solo come lavoro site-specific: la storia del palazzo insieme ai materiali che lo costituiscono sono parte e ragione fondante di questa #installazione. Alcuni anni fa infatti fu rinvenuto in un locale degli spazi espositivi di #palazzobentivoglio un deposito di materiali: frammenti di decori, pezzi di colonne, parti di pavimentazione, scarti di costruzione, in buona parte risalenti probabilmente al XVI-XVII secolo, ammassati nel corso dei secoli come risultato di fasi costruttive e di manutenzione del palazzo. Si trattava di rimanenze affascinanti e preziose, e sorgeva la necessita di farle tornare a parlare e a mostrarsi in forma viva. È stato quindi spontaneo il coinvolgimento di un’artista come #chiaracamoni che negli anni è riuscita a integrare materiali del passato in molte sue opere, su cui la manualità, le necessità, e la creatività dell’uomo si sono mescolate in maniera sublime con il farsi della natura e lo scorrere del tempo.

Camoni ha lavorato in maniera istintiva e al tempo stesso rispettosa, facendo diventare questi frammenti parte integrante dell’installazione. L’opera è divisa in cinque “momenti”, cinque punti dei sotterranei pensati come capitoli di un unico racconto. In ogni capitolo le stratificazioni lapidee del passato diventano scultura (sia astratta sia figurativa in maniera simbolica) e elemento funzionale e architettonico. Il punto di partenza è stato proprio la composizione dei materiali rinvenuti, declinata in modi sempre differenti a seconda dello spazio che andavano a occupare. Questi hanno poi “chiamato” in maniera naturale, organica, gli interventi realizzati dall’artista attraverso il suo inconfondibile vocabolario.

La parte predominante è composta da una serie di sculture in terracotta che si ritrovano in tutti gli ambienti: alcune contengono fonti luminose in grado di accendere l’opera sia attraverso la luce sia attraverso le ombre proiettate. L’altro elemento ricorrente è dato dalle opere su teli di seta appesi, su cui, attraverso l’utilizzo di piante e fiori, nascono simmetriche figure femminili simili a guardiane del mondo sotterraneo. Da ultimo vi è la presenza di sculture facenti funzione di arredo: una libreria, delle sedute, un piccolo tavolino – creati assemblando vecchi mobili e un confessionale – e poi brocche e tazze in ceramica realizzate dall'artista, smaltate con la terra e la cenere dei rami e delle foglie raccolte nel giardino di #palazzobentivoglio, così da ottenere un colore unico, indissolubile dal luogo in cui vivranno.