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giugno 17, 2021 - laVerdi

Concerto dell’incoronazione. Claus Peter Flor e Andrea Bacchetti in Re maggiore: l’ultima data estiva all’Auditorium di Milano

mercoledì 30 giugno 2021 ore 19.30

giovedì 1° luglio 2021 ore 19.30

Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per pianoforte in Re maggiore, “Concerto dell’Incoronazione” KV 537

Franz Joseph Haydn Sinfonia n. 101 in Re maggiore "L'orologio" Hob:I:101

Orchestra Sinfonica di #Milano Giuseppe Verdi

Pianoforte Andrea Bacchetti

Direttore Claus Peter Flor

È simbolicamente rilevante il fatto che l’ultimo #concerto che l’Orchestra Sinfonica di #Milano Giuseppe Verdi intonerà nell’Auditorium di #Milano nell’ambito della stagione in corso sarà diretto da Claus Peter Flor. Il Direttore Musicale di Largo Mahler, il “padrone di casa”, arriva sul palco dell’Auditorium mercoledì 30 giugno e giovedì 1° luglio alle ore 19.30 per porre un sigillo, per concludere in bellezza l’attività dell’Orchestra nella sua residenza, prima di portare a termine definitivamente la stagione “Dal Vivo!” con gli ultimi due concerti della rassegna, presso il Teatro degli Arcimboldi.

Accompagna questo ultimo appuntamento in Largo Mahler Andrea Bacchetti, protagonista del Concerto per pianoforte in Re maggiore KV 537 di Wolfgang Amadeus Mozart, articolato nei movimenti Allegro, Larghetto, Allegretto. Bacchetti e Mozart hanno in comune la precocità: nato nel 1977, ancora giovanissimo, #andreabacchetti ha raccolto i consigli di personalità musicali come Herbert von Karajan, Nikita Magaloff, Luciano Berio e Alicia de Larrocha, debuttando a undici anni con I Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone. Un talento dunque che, come quello di Mozart, ha dato i suoi frutti fin da subito, facendo indiscutibilmente guadagnare a Bacchetti la condizione di enfant prodige. Bacchetti esegue il #concerto di Mozart che si è guadagnato l’epiteto “Concerto dell’Incoronazione”, proprio perché fu eseguito dall’autore stesso in occasione dell’incoronazione di Leopoldo II come Imperatore del Sacro Romano Impero, nel 1790, alla morte del fratello Giuseppe II. Prima composizione che Mozart dedicherà a Leopoldo

II, che anticipa La Clemenza di Tito, opera composta nel 1791 e dedicata all’incoronazione dell’ex Granduca di Toscana, stavolta come Re di Boemia.

La fine del XVIII secolo è un paiolo di caratteri diversi: si respira un po’ di Sturm und Drang, si avvertono le eco rivoluzionarie e tardo-illuministe, e poi c’è Franz Joseph Haydn, baluardo intramontabile di un apollineo atteggiamento di fiducia nell’intelletto umano, eredità di quello che è stato il Secolo dei Lumi, venato da divertissements intellettuali e da una grazia tutta settecentesca.

Per ogni nuova Overture che compone noi temiamo, fino a quando non la sentiamo, che possa solo ripetere sé stesso; ed invece ci sbagliamo ogni volta.”

Così riporta il Morning Chronicle, all’indomani della prima esecuzione della Sinfonia n. 101 in Re maggiore "L'orologio" Hob:I:101 di Franz Joseph Haydn, nelle Hanover Square Rooms di Londra, il 3 marzo del 1794. “L'inesauribile, il meraviglioso, il sublime Haydn” (ibidem) lavora in quegli anni all’ultimo grande gruppo di sinfonie, le cosiddette “londinesi” (di cui la n.101 è la nona di dodici), un felice compendio di trovate geniali, traversate dal profondo spirito ironico che connota la produzione haydniana, cifra che le contraddistingue, spesso, nella scelta “tematica” dei titoli. È senz’ombra di dubbio il caso della 101, articolata nei movimenti Adagio – Presto, Andante, Menuetto: Allegretto, Vivace, detta appunto “L’Orologio”, il cui ticchettìo connota l’accompagnamento in pianissimo di archi pizzicati e fagotto del secondo movimento, che richiamano quasi il meccanismo di una pendola.

Un programma tutto in Re maggiore, un appuntamento imperdibile che chiude le attività estive all’Auditorium di #Milano.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare