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novembre 19, 2020 - Artissima

Artissima 2020 | Zehra Doğan è la vincitrice della prima edizione del Premio Carol Rama by Fondazione Sardi per l’Arte

Torino, 19 novembre 2020 – È Zehra Doğan (Diyarbakir, 1989) la vincitrice della prima edizione del Premio Carol Rama, sostenuto dalla Fondazione Sardi per l’Arte, partner di #Artissima sin dal 2014. Il #premio viene assegnato all’artista che meglio interpreta attraverso la propria ricerca l’ideale di creatività femminile non-convenzionale e di libertà artistica che le opere e la personalità di #carolrama incarnavano e trasmettevano con straordinaria forza. 

L’artista è presentata dalla galleria Prometeogallery di Milano e Lucca. 

Il #premio è stato conferito da una giuria internazionale composta da Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, Bart van der Heide,  direttore del Museion Museo D’Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano, e Kathryn Weir,  direttrice del Museo Madre - Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, con questa  motivazione: 

La giuria assegna all’unanimità la prima edizione del #premiocarolrama by Fondazione Sardi per l’Arte a #zehradoan, per la straordinaria capacità del suo lavoro di tradurre un’esperienza fortemente contestualizzata, attingendo a molteplici eredità estetiche. In relazione con l’opera di #carolrama e con l’intenzione del #premio di trasmettere la sua idea non convenzionale di creatività e libertà artistica – fortemente influenzata dalla sua posizione di donna della sua generazione in Italia – la giuria ha trovato una risonanza nell’approccio artistico di Doğan e in particolare nella sua appropriazione strategica di materiali trovati dall’ambiente circostante. 

Zehra Doğan è co-fondatrice di JINHA, la prima agenzia di stampa curda tutta al femminile. Nel  2016, dopo aver postato su Twitter un #disegno in cui reinterpretava sarcasticamente la conquista  della città curda di Nusaybin da parte dei turchi, è stata arrestata e incarcerata per incitazione al  terrorismo. La reclusione l’ha segnata al punto da convincerla a scegliere l’arte per comunicare con  urgenza i suoi stati d’animo. 

L’artista è presente nella mostra Stasi Frenetica di #Artissima presso il MAO Museo d’Arte Orientale  di Torino con l’opera Kurdistan 2 (2020), dove il suo segno grafico, rapido e cangiante testimonia su  grandi mappe l’eredità dell’esperienza del carcere per mezzo di materiali alternativi come tè, sangue  mestruale, rucola o succo di curcuma. 

Oltre a un riconoscimento in denaro, il #premio offre all’artista selezionata l’opportunità di attivare un dialogo progettuale con la Fondazione Sardi per l’Arte e con l’Archivio #carolrama nel corso del 2021. 

Il #premiocarolrama è la trasformazione del #premio Sardi per l’Arte Back to the Future, nato nel  2014 dalla partnership di #Artissima con la Fondazione Sardi per l’Arte, istituzione privata torinese  voluta da #pinucciasardi a sostegno dell’arte moderna e contemporanea. La nuova veste del premio  prende spunto dal sempre rinnovato interesse di Pinuccia Sardi per Carol Rama, confluito in anni  recenti nell’importante sostegno al catalogo ragionato delle opere dell’artista di prossima  pubblicazione e nell’acquisto dei beni contenuti nella casa dell’artista. L’appartamento di via Napione 15 a #Torino, dove #carolrama ha abitato e lavorato, ricevendovi personalità e artisti, dagli anni  Quaranta fino alla scomparsa nel 2015, è stato nel 2016 riconosciuto dalla Soprintendenza come  importante bene culturale nazionale e vincolato come studio d’artista. 

La Fondazione Sardi per l’Arte nel 2019 ne ha acquistato dagli eredi l’intero contenuto per poi  cederlo in comodato all’Archivio #carolrama, che attualmente gestisce l’appartamento, affinché la  casa studio sia un luogo vivo e vitale di conoscenza e approfondimento dell’opera della pittrice e di  scoperta dell’autonomia creativa e concettuale di un'artista che ha sempre rifuggito le etichette e gli  stereotipi legati al mondo femminile. #carolrama nel 1980 scriveva: “Ho ricordato che l’Io artista  aveva avuto tanta paura della donna come di un suo doppio sconfortante e inaccettabile”.