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art&culture
giugno 03, 2021 - Monica Zanfini

Anteprima Scripta Festival il 10 giugno a Villa Romana con Giulia Grechi e il suo "Decolonizzare il museo"

Anteprima Scripta #festival. L’arte a parole 2021

Un progetto di Pietro Gaglianò.

Giovedì 10 giugno 2021 ore 18,30

Giulia Grechi presenta “Decolonizzare il museo”, Mimesis edizioni.

Interviene con l’autrice Beatrice Falcucci

Firenze, Villa Romana, Via Senese 68.

Giovedì 10 giugno alle ore 18.30 nel giardino di Villa Romana a Firenze, #giuliagrechi presenta "Decolonizzare il museo", Mimesis Edizioni. Dialogherà con l'autrice la ricercatrice Beatrice Falcucci.

Il #libro è una disamina del pensiero coloniale sotteso alla nascita del #museo, alla sua persistenza nel tempo anche attraverso l’interiorizzazione nel nostro vivere quotidiano, e al ruolo delle arti contemporanee nel processo di “decolonizzazione” del #museo.

L'incontro chiude le anteprime di "Scripta #festival, l'arte a parole", in programma a ottobre alla Palazzina Reale, con il contributo di Fondazione CR Firenze, Libreria Brac, la collaborazione di Villa Romana, Fondazione Architetti Firenze e ARCI Firenze. 

Il libro Il #museo è lo specchio colossale in cui l’Europa si è costruita e rappresentata, anche attraverso il riflesso dell’immagine di altre culture: culture esposte mentre se ne costruiva, parallelamente, l’invisibilizzazione. #museo, nazionalismo e colonialismo parlano la stessa lingua. Oggi il colonialismo cambia forme e modalità di espressione, ma la sua potenza non si è ancora esaurita. Sopravvive anche nei musei contemporanei, in particolare nei musei etnografici, e in tanti altri ambiti del vivere sociale, perché oltre la messa a fuoco museale che questo #libro propone, la questione riguarda tutto quello che c’è intorno, a perdita d’occhio. Una colonialità eclatante e millimetrica, pubblica e domestica, che abbiamo interiorizzato nel nostro ordinario, e che abbiamo la necessità di comprendere e trasgredire in tutti i luoghi in cui si esprime. Il #museo può diventare un luogo cruciale: a partire da un’analisi riflessiva e critica delle sue radici coloniali, può trasformarsi in un vero e proprio laboratorio di pratiche di decolonizzazione. Il #libro propone alcune tracce possibili di questo processo, attraverso la rimediazione delle arti contemporanee.

L’autrice Giulia Grechi è antropologa. Si interessa di studi culturali e post/de-coloniali, migrazioni, museologia, con un focus sulla corporeità, sulle eredità culturali del colonialismo e sulle pratiche artistiche contemporanee che ridiscutono e rimediano questi immaginari. Ha conseguito un PhD in Teoria e ricerca sociale alla Sapienza di Roma. È professoressa di Antropologia culturale e Antropologia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). È socia fondatrice della rivista on line “roots§routes research on visual cultures” (con A. C. Cimoli e V. Gravano) e del collettivo curatoriale “Routes Agency. Cura of contemporary arts”. Ha partecipato a diversi progetti europei e internazionali in qualità di antropologa e curatrice. Ha pubblicato La rappresentazione incorporata. Una etnografia del corpo tra stereotipi coloniali e arte contemporanea (2016). Ha curato, con I. Chambers e M. Nash, The Ruined Archive (2014), e con V. Gravano Presente Imperfetto. Eredità coloniali e immaginari razziali contemporanei (2016).

Si ringraziano Villa Romana e Angelika Stepken per l’ospitalità. 
Grazie alla Fondazione CR Firenze, e alla Libreria Brac per la collaborazione.

Ingresso con mascherina e secondo il regolamento di sicurezza.

Organizzato e promosso da Associazione Scripta. L’arte a parole.

Con il contributo di Fondazione CR Firenze.

In collaborazione con Libreria Brac, Firenze

Villa Romana, Firenze