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art&culture
luglio 22, 2021 - Forte di Bard

Icona Cervino: la storia che unisce Emilio Pucci e la montagna - Museo delle Alpi. Forte di Bard, Valle d’Aosta fino al 17 ottobre 2021

La forza iconica del Cervino ha ispirato moda, #arte, pubblicità e segnato la storia dell’alpinismo. In parallelo alla #mostra Il Monte Cervino: ricerca fotografica e scientifica allestita nelle Cannoniere del #fortedibard, un suggestivo allestimento all’interno del #museo delle Alpi esplora questa dimensione attraverso le opere dell’artista Alessandro Busci, le creazioni di Emilio Pucci, le imprese alpinistiche di Hervé Barmasse e le immagini di uno dei personaggi che ha fatto la storia della tv italiana: Mike Bongiorno.

Hervé Barmasse

Il 14 luglio 1865, con la prima ascensione del Cervino dal versante svizzero, e a distanza di due giorni, quella dal versante italiano, si esaurisce il periodo della conquista delle Alpi. Tutte le cime più prestigiose erano state salite. Nel frattempo, l’alpinismo entra in una nuova era; dopo quella primordiale, motivata da ragioni scientifiche, e la successiva, caratterizzata dalla conquista, inizia a prendere forma quella dell’alpinismo sportivo-esplorativo. Il desiderio di avventura e sfide avvincenti spinge gli scalatori a tentare di raggiungere le montagne già salite per itinerari differenti, più difficili e giudicati impossibili dalle generazioni precedenti. E poi rimanevano da scalare tutte le cime minori, quelle più verticali e strapiombanti. Con queste premesse le Alpi avevano ancora tutto da offrire e il Cervino, dopo l’epopea della conquista, diventa nuovamente una delle mete più ambite, il sogno da infrangere; l’unica montagna che, grazie alle sue armoniose geometrie piramidali offrisse la possibilità di raggiungere la vetta da altre due creste infinite e affilate: quelle di Zmutt e di Furggen. Due perle di rara bellezza alle quali si aggiungono negli anni a venire la via De Amicis e la via Déffeyes, portando a sei il numero delle creste di questa montagna.

Gli alpinisti che hanno salito tutte e sei le creste del Cervino sono pochissimi e uno solo, Hervé Barmasse, è riuscito ad affrontarle tutte in solitaria. L’alpinista valdostano non è nuovo a questo genere di imprese e sul Cervino, tra prime ascensioni solitarie, prima invernali e vie nuove, è l’alpinista che ha all’attivo più exploit e l’unico, dopo Walter Bonatti, ad aver aperto una via nuova in solitaria.

Mike Bongiorno

Tra il 1957 e il 2009 Cervinia è per Mike la meta ideale in cui recarsi ogni volta che gli impegni professionali glielo permettono. La sua carriera è in costante ascesa e il suo nome sempre più legato ai quiz televisivi. Nonostante sia un personaggio pubblico amato dai fan, appena può Mike lascia la sua casa milanese poco distante dagli studi Rai di corso Sempione e successivamente quelli Mediaset di Cologno Monzese, e si rifugia a Cervinia. Un video in #mostra ricorda questo legame speciale tra il conduttore e il Cervino. Bongiorno è spesso immortalato dai fotografi e inseguito dai giornalisti mentre è in compagnia degli amici, in particolare dell’allenatore olimpico Leo Gasperl, Hans Nöbl e di Bepi Garnero che aveva conosciuto a Sestrière a metà degli anni ’50. La famiglia Bongiorno è talmente a casa in queste montagne che molte delle immagini suggeriscono e descrivono momenti intimi, privati, spensierati. Una combinazione di momenti famigliari e professionali che mostrano Mike con la famiglia e impegnato con il lavoro sulla neve valdostana in prossimità del Cervino. Accanto alle immagini private, tratte dall’archivio della Fondazione Mike e dall’archivio Bocchino, non mancano quelle pubbliche che ritraggono il personaggio televisivo durante numerose manifestazioni e sul set di celebri spot. Nell’immaginario collettivo quella della Grappa Bocchino è sicuramente la più nota accompagnata dalla celebre frase “Sempre più in alto!”.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare